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venerdì, ottobre 31, 2003 GENTILMENTE RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO: "E' nato un sito di promozione per il primo libro europeo sull'ultima opera di Stanley Kubrick" http://www.bloggers.it/ewsbook posted by: Carter | 10:42 | commenti (3) mercoledì, ottobre 29, 2003 Cosa non perdere questa settimana: L’ultima settimana di Ottobre, a parte il freddo boia, non sembra portare grandi novità nelle nostre sale, gli unici film degni di nota sono i seguenti:
Tutti quanti nelle sale a partire dal 31 Ottobre. Black blocks: Bentornati a "quei due", reduci da una vacanza per la quale varrebbe la pena scrivere una sceneggiatura, gli interpreti prescelti sarebbero sicuramente e comunque loro, veri animatori, scaltri latin lovers e professionsiti del divertimento (e non solo!).posted by: Carter | 17:42 | commenti (2) martedì, ottobre 28, 2003 Nelle sale venerdi' 31 il nuovo film di Françoise Ozon "Swimming Pool", nel frattempo in versione economica esce il dvd del suo precedente lavoro: "8 Donne e un Mistero"
Riunite in una grande villa alto borghese dispersa nella campagna francese, otto donne si preparano a festeggiare il Natale quando scoprono che il capofamiglia, l'unico uomo sempre menzionato da ognuna , viene trovato assassinato nella propria camera da letto. Comincia il carosello di battibecchi, accuse, ripicche tra tutte le protagoniste legate, ognuna a suo modo, alla vittima e dunque tutte quante sospettate di essere il possibile assassino. Abbandonate le nevrosi quasi surreali di Sitcom, Ozon ci regala l' affresco di otto donne in un interno, otto magnifiche attrici alle quali e' data anche la possibilita' di esibirsi in un brano, uno per ognuna, pescato nel repertorio della canzone popolare francese degli ultimi trent'anni. I toni sono quelli della commedia di almodovariana memoria, la recitazione, per tutte un po' sopra le righe, ha la cadenza di una piece teatrale, da dove il testo proviene,e tutto l'impianto scenico e recitativo ne risente, qualche momento di impasse nel racconto, che a tratti gira un po' a vuoto, e' controbilanciato dal carisma e dalla bravura delle interpreti (una su tutte Isabelle Huppert qui in un ruolo brillante, diverso e nuovo rispetto ai suoi soliti drammatici). Grandi anche la Ardant e la Deneuve che si fronteggiano come due eroine di un film anni quaranta per poi finire la lotta in un bacio saffico; alla lunga pero' tutto risulta un po' asettico e freddo privo di quelle emozioni grandi che un certo tipo di cinema dovrebbe saper dare. posted by: Carter | 15:05 | commenti (9) venerdì, ottobre 24, 2003 In viaggio nello spazio
La serie televisiva di culto Spazio 1999 esce in questi giorni in dvd, i ricordi di un bambino che sognava il futuro.
Era il 1976 ed ero ancora un bambino, ero curioso, un po' chiuso, slenzioso, passavo ore e ore a sul grande libro dello spazio a guardare le figure, giocavo interi pomeriggi con i modellini di astronavi e gia' immaginavo viaggi spaziali su pianeti dei quali avevo a malapena imparato i nomi.
Ero un bambino ma anche quel grosso scatolone grigio, che sembrava un' oggetto piovuto da Marte e che campeggiava al centro della sala, mi affascinava, quel cubo vetrato che trasmetteva immagini rigorosamente in bianco e nero davanti al quale tutta la famiglia si riuniva la sera tra sguardi assonnati e sbadigli era diventato oggetto della mia curiosita'.
Ricordo che in quell' anno arrivarono in Italia i primi episodi di una nuova serie televisiva inglese, non so come ne venni a conoscenza ma arrivarono li', su quella superficie trasparente, in casa mia; si intitolava Spazio 1999 e gia' quelle due parole risvegliavano in me una grande emozione per l'idea di sconfinata grandezza e quella data, allora cosi' lontana,era ricca di eccitante voglia di scoperta del futuro.
![]() Cosi' il sabato sera il secondo canale Rai trasmetteva questa storia affascinante, dove 300 esseri umani abitanti della Base Lunare Alfa, a causa di una forte esplosione nucleare sulla superficie della luna che l'aveva scagliata fuori dall' orbita terrestre, venivano costretti a navigare senza meta nel cosmo infinito.
Ero un bambino ma quella storia cosi' strana e di per se' spaventosa mi aveva attratto in maniera incredibile, cominciai cosi' ad appassionarmi alle vicende, episodio dopo episodio, ad affezionarmi settimana dopo settimana ai protagonisti, dalla dottoressa Russel al comandante Koenig, al loro vagare forzato nello spazio incontrando situazioni ricche di imprevisti, mondi lontani e forme aliene sempre diverse.
Cominciavo solo allora ad affacciarmi al mondo, a guardare oltre le finestre di casa e quel telefilm rappresentava la scoperta giornaliera di cio' che stava oltre la porta, oltre quei vetri della mia stanza che era la mia personale "base lunare Alfa" in cerca di conoscenza, sapere e nuove realta'.
Aspettavo con impazienza ogni nuova puntata seduto sulla grande poltrona marrone della sala, rabbrividendo a volte per le scene inquietanti, per il fatto comunque che molto era lasciato all'immaginazione, non vi erano necessariamente mostri o omini verdi, ma spesso entita' superiori che condizionavano le menti dell ' equipaggio della base, situazioni spazio-temporali che cambiavano la rotta della luna stessa e le percezioni dei personaggi, o esseri molto simili a noi con intelligenze particolari che influivano sulle decisioni e le azioni degli alfani, ponendo loro non solo domande sul loro viaggio infinito, sulla precarieta' della loro esistenza ma anche sulla natura stessa della razza umana.
Questo era quanto piu' affascinava il mio "io" bambino che scopriva il mondo, ed e' per questo che sono rimasto legato indissolubilmente negli anni a venire a questa serie televisiva che, da adulto, ho rincorso poi sui tutti i canali dove era programmata, registrando centinaia e centinaia di metri di nastro video e che ogni volta, ancora adesso, mi regala emozioni davvero uniche.
![]() Escono in questi giorni i dvd con i primi 12 episodi della prima serie ( composta da 24, in assoluto la piu' bella); malgrado i limiti dell'epoca i telefilm vantavano gia' un grosso budget, tra i piu' costosi di allora, gli effetti speciali erano i migliori mai realizzati per una serie televisiva, agli sceneggiatori era stata lasciata carta bianca per realizzare storie ricche di fascino e spunti di riflessione, ecco perche' forse ancora oggi la serie e' davvero tra le piu' attuali e ricorda un certo tipo di cinema degli anni '70, molto piu' di quanto abbia fatto la saga di Star Trek (per rimanere nell'ambito della science-fiction) che pur con tutta la sua concettualita' non aveva mai scavato cosi' nel profondo dell' animo umano.
E' inutile dirvi che gia' oggi i dvd di Spazio 1999 sono schierati in bella mostra sulla libreria di casa, e che spesso in queste sere torno a trovare i miei amici alfani che, con immagini pulitissime e nitide e audio rimasterizzato 5.1, continuano (dal 1976) a viaggiare nello spazio infinito.
Qualche dettaglio in piu' sulla serie: era prdotta da Gerry e Sylvia Anderson (che gia' avevano realizzato e prodotto diversi telefilm di culto come U.F.O. e Thunderbirds) e vantava tra gli interpreti principali Martin Landau (premio oscar '95 per "Ed Wood" di Tim Burton) nella parte del Comandante John Koenig e Barbara Bain (che aveva gia' partecipato con lo stesso Landau a un'altra serie storica "Mission : Impossible") nella parte della dottoressa Helena Russel.
Nel cast figurava anche Barry Morse nella parte dello scienziato Victor Bergman, attore inglese gia' presente nel cast de "Il Fuggitivo" altra serie di culto degli anni '60.
La prima serie di Spazio 1999 era composta da 24 episodi, e fu co-prodotta dalla Rai insieme alla ITC inglese, la seconda serie, oltre a presentare un cast leggermente modificato, perdeva gran parte del suo fascino metafisico e, per esigenze meramente commerciali, raccontava storie piu' leggere e superficiali zeppe di mostri poco credibili.
Personalmente : un mito ! posted by: Carter | 16:25 | commenti (12) martedì, ottobre 21, 2003 Cosa non perdere questa settimana: Ecco cosa ci propone il circuito cinematografico nei prossimi giorni, a partire da venerdi' 24/10:
Questo e' quanto per ora, avrei voluto consigliarvi anche l'ultimo film dei fratelli Coen, Intolerable Cruelty (qui da noi ribattezzato in maniera agghiacciante " Prima ti sposo, poi ti rovino" - che infastidisce pure a leggersi) ma mi rimetto alle critiche che ho trovato in giro; per esempio andatevi a leggere il commento di Marquant (uno che sa davvero parlare di cinema - ma non fatevi trarre in inganno da quei due occhi, sono di Jude Law), mi sono convinto che prossimamente quando uscira' in dvd lo affittero' (just for the records). Black blocks: un saluto a "quei due" che non leggeranno i post di questi giorni perche' (beati loro - in tutti i sensi) sdraiati in qualche spiaggia caraibica!!!! posted by: Carter | 18:01 | commenti (17) venerdì, ottobre 17, 2003 THE DREAMERS TORNA BERTOLUCCI : OTTIMA REGIA, OTTIME INTERPRETAZIONI... UN FILM QUASI PERFETTO
Che dire dell' ultimo film di Bernardo Bertolucci che non sia gia' stato detto ?
Ne hanno parlato tutti, dai piu' autorevoli magazines di cinema al programma di Marzullo, litri e litri di inchiostro, centinaia e centinaia di parole per elogiare, confrontare, criticare.
Che altro potrei aggiungere senza cadere nel gia' sentito e gia' scritto, per dovere di cronaca riporto qualche stralcio preso a caso sul web :
" Bertolucci scavalca gli eventi storici e il macroscopico sconvolgimento che questi apportarono in tutta Europa, per rinchiudersi nel microcosmo di una rivoluzione emotiva" Fania Petrelli su Tempi Moderni - http://www.tempimoderni.com/
"Tra il cinema e la vita, il ricordo senza rimpianto per una stagione che ha cambiato una generazione, e non solo. Grande Bertolucci" Emanuela Martini su Film Tv - http://www.film.tv.it
![]() "Sarebbe ingiusto, riduttivo, svilente ridurre The Dreamers ad un compendio di tematiche bertolucciane. Ci troviamo infatti di fronte ad un film che le comprende e le supera, raccontando una storia di struggente bellezza e costellandola di riferimenti storici, politici e cinematografici di ogni tipo." Federico Gironi su Cinemazone http://cinema.castlerock.it
Potrei citarne a decine, tutte piu' o meno simili, sostanzialmente quasi tutte positive.
L'immediata sensazione e' quella di un film datato, preso direttamente dagli anni ' 60, da quella Nouvelle Vogue cinematografica che Bertolucci cita esplicitamente e implicitamente e che arricchisce il pregio del film, poi ti lasci coinvolgere dalla storia quasi con spirito voyeristico anche per la sensualita' di alcune scene (gli interpreti sono diretti magistralmente e indubbiamente bravi) infine ci si abbandona alla maturazione e alla conoscenza di se dei tre giovani protagonisti fino al momento della svolta che arrivera' l'attimo in cui gli eventi esterni (una generazione in piena rivolta) entreranno inesorabilmente nelle loro vite, eventi che, volutamente, per tutta la durata del film hanno sempre fatto quasi solo da sfondo.
![]() Non mancano momenti di rara bellezza; certe immagini costruite quasi a tavolino come le scene dei film che i ragazzi re-intepretano a mo' di sfida, Isabelle che compare sulla porta come la venere di milo, impreziosiscono un'opera decisamente pensata con l'intento di colpire.
La scelta delle musiche, una colonna sonora che va da Janis Joplin a Edith Piaf passando per Jimi Hendrix, i titoli di testa (la ripresa a scendere della tour eiffel) come le inquadrature degli interni, della casa disordinata e decadente dove si rinchiudono i ragazzi, la scena nella vasca da bagno con il gioco di specchi nei quali si riflettono le figure dei tre in maniera diametralmente opposta alle loro posizioni, sono piccoli gioielli di grande cinema.
Sinceramente non ritengo "The Dreamers" un capolavoro, sicuramente e' un film ricco di spunti di vario genere e aperto a molte chiavi di lettura, un po' ruffiano nel voler strizzare l'occhio ad un certo pubblico cinefilo e nel contempo accontentare quello "medio alto" che apprezza il buon cinema; sia ben chiaro ce ne fossero di film cosi', anche se per certi versi si ha un po' l'impressione di aver assistito ad una splendida composizione di un grande professionista, quasi senza alcuna sbavatura ma fin troppo perfetta, precisa e leziosa.
Personalmente :..... ma come, non siete ancora andati a vederlo ?
posted by: Carter | 09:54 | commenti (13) mercoledì, ottobre 15, 2003 PER SEMPRE
GIANCARLO GIANNINI E FRANCESCA NERI GRAFFIATI NELL'ANIMA
![]() Patinato, a tratti noioso, incompleto, dove la regia osa ma non troppo, a volte ridicolo nell'abbozzare i personaggi (esagerato quello di Giannini, da compito a casa quello della Neri) e' la storia d' amore travolgente tra l' attempato Giovanni, penalista di successo, e la conturbante Sara, femme fatal, conquistatrice di uomini per noia.
Per lei Giovanni abbandonera' la famiglia e verra' a sua volta abbandonato da lei, incapace di intraprendere una relazione stabile, cadra' in una crisi depressiva e si lascera' morire per il dolore.
La storia piega poi sul metafisico, introduce superficialmente personaggi come l'amica di lei, lo psicologo di lui senza peraltro coinvolgerli nel racconto, inciampa sugli sguardi assenti (sempre uguali) della Neri, si chiude infine come uno spot pubblicitario.
Su sceneggiatura di Maurizio Costanzo quest' opera di Alessandro De Robilant (che aveva dato di meglio - suo era "Il Giudice Ragazzino") lascia decisamente poco convinti ma soprattutto poco soddisfatti e indecisi se aver assistito ad un film d'autore o a un' autentica boiata.
Non appassiona, non coinvolge, non emoziona come dovrebbe fare una storia d'amore cosi' intensa e forte.
Personalmente: solo se vi danno proprio fastidio in tasca quei 6 euro in moneta.
Fuori tempo massimo:
Pero' viene da chiedersi: si puo' davvero "morire d'amore"?
Per esperienza personale (devastante) so solo che si puo' provare una sofferenza inimmaginabile e per lungo tempo alla fine di un amore, so che ci si abbandona ad una apatia totale, ad un dolore forte che scava nel profondo, che risale ad ogni ricordo, che torna a prenderti quando nelle notti insonni vorresti gridare ma non ci riesci, che ti priva di ogni forza, di ogni sentimento ..... forse questo e' un po' morire perche' anche dopo molto tempo ti accorgi che non sei piu' lo stesso, che non sai piu' dare quello che profondamente ormai hai gia' dato.
posted by: Carter | 15:48 | commenti (12) lunedì, ottobre 13, 2003
Alla fine di ogni notte/ ho desiderio d'incontrare/ l'amore che arriva senza ritegno/ che arriva senza vergogna/ a prendere e a strappare/ che viene a violare. Propongo questi versi dal testo "La Bellezza Stravagante" del cantautore conterraneo Ivano Fossati, che compare nel suo ultimo album "Lampo Viaggiatore", principalmente perche’ in questo periodo li sento molto miei, in secondo luogo il brano fa parte anche dell’ultimo album (appena uscito) di Alice, "Viaggio in Italia" che vorrei segnalarvi in quanto credo sia davvero tra i migliori cd italiani usciti recentemente. Alice affronta il repertorio della canzone italiana sfogliando tra le pagine scritte dai cantautori piu' sensibili del nostro paese. L’aspetto piu’ interessante resta nell’interpretazione che Alice dona alle canzoni senza stravolgerle, assolutamente a proprio agio tra pezzi di Guccini, De Andre’, Gaber e perfino i non facili testi di Battisti-Panella (l’ultimo sottovalutato periodo di Battisti) trovano nuovo smalto nella voce di Alice (Cosa succedera’ alla ragazza) , anche in coppia con Morgan, (Ecco i negozi) i due brani risultano essere le cose piu' interessanti della raccolta, perfettamente adatti all' intonazione quasi incolore e fredda. In tono minore il brano di De Gregori (Atlantide) e anche i pezzi di Fossati (la gia’ citata "La Bellezza Stravagante" - che peraltro il cantautore genovese aveva scritto appositamente per Alice ma che per tempi tecnici e' stata pubblicata prima da Fossati - e "Lindbergh") dove l’interprete sembra dover combattere con le gia’ particolari voci e interpretazioni degli originali, anche se restano ad ogni modo brani molto toccanti. Compaiono inoltre due brani di Pasolini, portati in musica da Di Maritno e due composizioni inglesi uno dei King Crimson - la splendida Islands - e uno di Syd Barret (l’anima visionaria dei Pink Floyd) su un testo di Joyce. Nel complesso e’ un album riuscitissimo che conquista dopo piu’ ascolti; splendida "Non Insegnate Ai Bambini" di Gaber e da manuale, ma non e’ una novita’, le interpretazioni dei due brani di Battiato. Personalmente: ascolto Alice dall’eta’ di sedici anni, ma cio’ non fa testo, e’ davvero un cd imperdibile, da avere assolutamente! posted by: Carter | 17:11 | commenti (8) giovedì, ottobre 09, 2003
Cosa non perdere questa settimana: Oggi vorrei segnalarvi i film in uscita nelle nostre sale questa settimana che (a mio modestissimo parere) varrebbe la pena vedere: Inoltre da non perdere assolutamente Elephant di Gus Van Sant, gia’ sui nostri schermi da una settimana. - una giornata di ordinaria follia in una scuola di Portland Black blocks: Sempre per l’amico D.A. : "avevo chiesto all’ Enel di linkare il mio blog al loro sito, almeno da li’ la mattina potevi passare drettamente qui…… purtroppo ti devi accontentare del mio link (in alto a sinistra) e fare il contrario …. A sabato posted by: Carter | 18:26 | commenti (6) mercoledì, ottobre 08, 2003 Nelle sale in questi giorni c'e' "Anything Else" il nuovo film di Woody Allen, le critiche segnalano sia il miglior film di Allen da dieci anni a questa parte, grazie anche a Jason Biggs, il giovane protagonista della saga di "American Pie", degno erede del regista newyorkese. Nel frattempo e' stato pubblicato il dvd di "Hollywood Ending", il lavoro di Allen dell'anno scorso.
Woody Allen torna a girare nella sua New York, rinata dopo quel fatidico giorno di due anni fa. A Val Waxman, regista geniale ma ormai in declino interpretato dallo stesso Allen, viene offerto dalla sua ex moglie, manager affermata, di girare un film ambientanto nella grande mela, fin dal titolo che gli viene proposto (the city that never sleeps) un omaggio alla citta', questo come ultima possibilita' di risollevare le sue sorti economiche e artistiche. Accade pero' che al primo ciak il regista venga affetto da una cecita' psicosomatica che gli impedira' di proseguire le riprese ma, con l'aiuto della sua ex moglie (una splendida Thea Leoni) e di un suo assistente, riuscira' a portare a termine il film che ovviamente sara' un disastro in patria ma un successo di critica e pubblico in Europa. Allen attacca in maniera ironica l'establishment Hollywoodiano, plaude un certo modo di fare e apprezzare il cinema degli europei (il suo grande amore si sa e' anche Parigi), ma la commedia stenta un po' a decollare, le battute, sempre argute e fini, sono del livello al quale il regista ci ha abituati, il vero divertimento pero' parte solo quando Waxman scopre di essere diventato cieco. Non ci sono colpi di scena ne' trovate particolarmente geniali, per capirci nulla a che vedere con il Woody Allen di Manhattan, manca la poesia che spesso incantava e commuoveva ma il lavoro e' ancora una volta onesto e sentito, l'umorismo fine e intelligente e' ancora ad alti livelli , come in tutti i suoi ultimi film, uno all'anno ormai da un po' di tempo a questa parte. Unica nota dolente: l'invasione di pepsi cola sempre in primo piano, forse per ricordarci che a Hollywood conta sempre e solo il "vil danaro" o forse, piu'semplicemente, perche' trattasi di una produzione Dreamworks, novita' di questi ultimi anni per il regista newyorkese dopo una vita di produzioni indipendenti. Personalmente : non e' il film piu' divertente di Woody Allen, va benissimo solo per chi non se ne e' mai perso uno! posted by: Carter | 16:23 | commenti (3) martedì, ottobre 07, 2003 Fuori tempo massimo:
Questa volta non parlero' di cinema, ma vorrei soffermarmi brevemente a riflettere su alcune cose lette recentemente su un paio di "blog vicini" (non me ne voglia MacUbu) per cercare di capire (e vi chiedo di aiutarmi a capire) il perche' la nostra sensibilita' che tante volte "sfoggiamo" di fronte a drammi universali, che ci fa scender le lacrime sul finale di un film particolarmente toccante, che ci fa indignare per le ingiustizie e i soprusi del mondo, che ci porta infine a disperarci quando ci rendiamo conto che le nostre certezze sono crollate non e' mai chiamata in causa nei momenti che realmente potrebbe servire a evitare dolore a chi ci sta a fianco, anche quando ne potremmo fare a meno.
Perche', e sono io il primo, perdiamo ogni tipo di sensibilita' nei confronti del nostro prossimo, inteso come la persona che ci sta vicino, e se possiamo gli usiamo tutte le nostre piccole cattiverie come un senso di rivalsa?
Non credo ai pentimenti postumi, non credo che saremo mai in grado di evitare di arrecare sofferenza a chi amiamo o abbiamo amato, credo faccia parte della natura umana; per citare Wilde (e qui non me ne voglia M.Shelley), ma anche Fassbinder (per ritornare al cinema) : "ogni uomo uccide cio' che ama"......
Black blocks:
per l' amico D.A : "ma prima o poi doveva capitare!"
posted by: Carter | 10:53 | commenti (5) venerdì, ottobre 03, 2003 Da alcune settimane e' uscito in dvd l'ultima fatica di Spielberg, "Prova a Prendermi", un onestissimo film basato sulla storia vera di un truffatore che ha dato filo da torcere a FBI e servizi segreti americani sul finire degli anni '60. Non e' il miglior film di Spielberg, non e' neppure un capolavoro ma per le tecniche di ripresa, di montaggio e soprattutto perche' il regista e' davvero bravo, vale la pena di guardarlo, magari comodamente seduti sul divano di casa propria.
Frank Abagnale fugge da casa all'eta' di sedici anni, fugge da una famiglia oramai allo sbando, da un padre perdente, da una madre inesistente e ricrea una propria vita, anzi piu' di una, basata su altre identita': riesce infatti a spacciarsi per co pilota della Pan am, per medico e avvocato ad Atlanta e riesce infine a truffare le banche americane per svariati milioni di dollari emettendo e falsificando assegni fino a diventare il piu' giovane e camaleontico falsario ricercato dall' FBI. In una caccia che ricorda i cartoni animati di Tom e Jerry, Abagnale (un Di Caprio sempre piu' bravo) verra' finalmente preso dall'Agente Carl Hanratti (Tom Hanks imbolsito ma perfetto nella parte) e finira' poi,dopo quattro anni di carcere, per collaborare con l'Fbi stessa. Questa e' la storia, vera, di Abagnale, personaggio quasi fumettistico di un'america fine anni 60, ancora stordita dal benessere e ingenua al punto tale da riuscire a farsi abbindolare da chi, con sguardi languidi e fascino alla James Bond, vuole vendicare il padre deluso dall'"american dream" dell'epoca e ritagliarsi un posto al sole tra i nuovi miti del dopo guerra. Spielberg ha fatto nuovamente centro, convince con ironia e spettacolarita', c'e' la denuncia (come gia' in sugarland express e nei suoi primi film degli anni 70) sul crollo dei falsi miti americani e di come si possa rimanere schiacciati da una "way of life" capace di levarci tutto, dignita', famiglia, amore, se non la si ricompensa con il danaro. Nulla e' lasciato al caso in questo film, dai titoli di testa, in stile "cocktail lounge", alle ambientazioni estremamente colorate, "plastificate" e lisce come la moda dell'epoca richiedeva; gli spezzoni inclusi nel film tratti dal Dott. Kildare e Perry Mason, nonche' il mito di James Bond, ai quali Abagnale si ispirava per i suoi trasformismi, null'altro sono che i simboli di un' america ingenua che credeva nell'apparenza e nel benessere, in un presidente, eletto poco dopo, idealista con la faccia da attore. Il ricordo del sogno americano, oggi infranto, ci viene riconsegnato da Spielberg forse con un po' di nostalgia e come monito per i prossimi giorni, bui, a venire. Personalmente : in una serata d' autunno, quando fuori piove. Fuori tempo massimo : volevo ringraziare l' amico D.A. per il suo commento; faro' il possibile per non deluderti con il mio blog.... ci vediamo presto! posted by: Carter | 11:43 | commenti (4) mercoledì, ottobre 01, 2003 AMORI A TEMPO DI ... GUERRA
Vi segnalo un piccolo ma bellissimo film israeliano, uscito in Italia la primavera scorsa, che vale la pena di trovare (o in qualche cineclub o se proprio dovete in qualche videoteca) e che qui da noi sara' rimasto nelle sale si e no dieci minuti ma che in patria ha quasi superato i due mesi di presenza malgrado il tema trattato.
Si intitola YOSSI & JAGGER del regista israeliano Eytan Fox, ambientato interamente in una base militare al confine tra Libano e Israele ai giorni nostri e racconta delicatamente l' amore tra Yossi, ufficiale di carriera, e Jagger, caporale di leva, nato in un ambiente (quello mlitare) ostile e freddo, nel caos del medioriente odierno dove per vivere in certe situazoni e' necessario evadere con corpo e mente. La bellezza del film sta proprio nel fatto di non voler ne' spettacolarizzare la guerra, ne' schierarsi da alcuna parte, non ci sono denunce politiche o razziali ne' tanto meno di religione, non c'e' alcun riferimento diretto alla situazone odierna di Israele ne' agli ezbollah libanesi o filopalestinesi. Tutto e' percepito attraverso le situazioni, i paesaggi, gli sguardi e le sensazioni, c'e' solo una gran voglia di raccontare in tutta la sua semplicita' una storia d'amore, in luoghi dove spesso amore non ce ne e' affatto, rendendola credibile, sincera, vera. Personalmente : da vedere e rivedere posted by: Carter | 10:43 | commenti (3) Ringraziamenti Vorrei ringraziare Deep per le sincere e sentite parole nel suo post di ieri (non so te, ma certe cose rimangono) e MacUbu per la gentile concessione di comparire tra i suoi link dei "blog vicini" . posted by: Carter | 09:16 | commenti (3) |